capricorno

Capricorno – Io domino (21 dicembre – 20 gennaio)

Segno di Terra, cardinale
Domicilio di Saturno e Urano
Esaltazione di Marte
Esilio della Luna
Caduta di Venere
Corrispondenze anatomiche: la schiena, la colonna vertebrale
Corrispondenza stagionale: Inizio dell’inverno, la stasi.

Stagionalmente, il Capricorno – il cui inizio coincide col solstizio – corrisponde all’inizio dell’inverno. Qui il seme sepolto sotto la terra affronta il periodo più rigido e per difendersi deve affidarsi alla ragione (domicilio di Saturno), alla forza di decisione pratica (domicilio di Urano), all’istinto di autodifesa (esaltazione di Marte), senza nulla concedere al sentimentalismo (esilio della Luna). Il rigore della natura impone solitudine (caduta di Venere).

Opposto al Cancro, che rimanda simbolicamente al grembo materno, al rifugio, al nido, al bisogno di protezione e ai genitori, il Capricorno è il distacco supremo da tutto ciò che impedisce la realizzazione personale e l’emancipazione. Per fare questo, lo zodiaco, si serve del pianeta della fredda razionalità (Saturno) e del pianeta della forza di decisione pragmatica (Urano). A questi due pianeti in domicilio affianca in esaltazione il pianeta della virilità e dell’azione aggressiva, Marte. Qui però Marte, da un lato perde i connotati arietini di aggressione impulsiva e istintiva contro il nemico, dall’altro la componente crudele scorpionica per diventare lucida aggressione pianificata. Per il Capricorno ciò che conta sono i risultati, il traguardo, e per ottenerli estirpa tutto ciò che potrebbe distrarlo o fargli perdere tempo e va dritto alla meta con fredda oculatezza.
Una caratteristica del Capricorno è il cinismo, ma il cinismo, in quest’ottica, diventa freddo realismo opportunistico. Il sentimentalismo, la retorica, ammantano spesso la realtà di buonismo e ciò che il Capricorno fa è proprio spogliare la realtà di questi inutili orpelli. Il pessimismo che si attribuisce al segno è cautelativo, è la ‘logica del peggio’.
L’accoppiata Saturno-Marte esalta l’efficienza unendo la razionalità alla determinazione, ma la presenza del pragmatico Urano tende a far chiudere il soggetto capricornico in uno schema programmatico spesso fine a se stesso. Nel cuore dell’inverno, l’assenza schematica del Sole spegne il culto dell’io esibizionistico e sposta l’attenzione sul successo e sul potere (il dominio sugli altri). Ciò che loda non è se stesso come può fare un Leone, ma ciò che fa, perché ciò che fa, i suoi traguardi, sono ciò che lo definiscono. Da qui l’ambizione.
Il glifo del segno, lo stambecco che risale le alture grazie alla sua forza fisica e domina solitario le vette, dice qualcosa sulla necessità del Capricorno di quell’altra componente simbolica prerogativa del pianeta Saturno: la solitudine. La solitudine si esprime come piacere di godere da solo escludendo gli altri, quindi una sorta di egoismo, mentre la caduta del pianeta Venere rende i Capricorno incapaci di apprezzare i piaceri puramente edonistici, anche perché sarebbe come ammettere di aver bisogno degli altri, di non poter bastare a se stessi e, in ultima analisi, di veder minata la propria indipendenza.
Da questo condizionamento deriva l’avarizia tipica del segno, sia sul piano materiale che affettivo. L’avarizia è figlia dell’inverno, momento stagionale dove occorre, causa aridità della natura, fare tesoro del poco, senza spreco. Sul piano affettivo ciò che accade è che indulgere alla pietà, all’amore, indurrebbe il Capricorno a privarsi dell’indispensabile, ma la caduta di Venere lo mette al riparo da questo pericolo. Più che dare qualcosa preferiscono fare qualcosa.
Il rigore saturnino si esprime però anche nel suo aspetto di giustizia, per cui altra funzione simbolica del segno è la lealtà. Un Capricorno non mente sulle proprie intenzioni, non si cela dietro ipocrisie, non indora la pillola, e se per raggiungere la vetta deve passare sul cadavere di qualcuno, è questo che dirà.

Parole chiave: realismo, razionalità, determinazione, ambizione, indipendenza, freddezza, pessimismo, solitudine, successo, potere, egoismo, avarizia, lealtà.