I CASA – analogia Ariete

La I casa corrisponde alla visione che uno ha di se stesso. Anche quando priva di pianeti assume un’importanza maggiore rispetto a qualunque altra casa vuota proprio perché qui cade l’ascendente, anzi per dirla meglio, la I casa comincia proprio dal punto in cui cade l’asse dell’ascendente.
Il segno in cui cade l’ascendente, insieme al segno solare, danno una prima impronta a quello che sarà il profilo del soggetto tracciato poi nell’insieme del Tema Natale. In base al segno il cui cade l’ascendente le caratteristiche del segno solare possono essere rafforzate o smussate.
La I casa, in analogia col primo segno dello zodiaco, l’Ariete, ci parla del grado della nostra egopatia. Se l’Ariete era l’io che si afferma contro gli altri-Bilancia, così è avviene anche nella dialettica delle case.
Questo rapporto io/altri, questa necessità di affermazione del proprio io, quando la I casa ospita pianeti, appare ancora più evidente e può sfociare in vero e proprio narcisismo, o bisogno estremo di stare sempre al centro della scena.
La I casa rappresenta anche il modo in cui ci proponiamo agli altri/VII casa/Bilancia, come gli altri ci percepiscono. Il modo invece in cui noi veramente interagiamo con gli altri è rappresentato dalla VII casa.

Le amiche della I casa sono la V e la IX, cosignificanti di Leone e Sagittario. Quindi segni appartenenti allo stesso elemento e quindi in aspetto tecnico di trigono. Amiche lo sono anche la III e l’XI, cosignificanti dei Gemelli e dell’Acquario, segni d’Aria a distanza di sestile.
I trigoni con la V/Leone, hanno qualcosa di semplificante, perché mettono in contatto l’egopatia elementare della I casa-marziana con il vitalismo del Sole (ricordiamo, inoltre, che nel segno dell’Ariete il Sole occupa, accanto a Marte in domicilio primario, la posizione di esaltazione). Questi valori marziano-solari che si ripropongono quando la I casa è collegata da un qualche aspetto con la V orienteranno l’individuo, almeno tecnicamente, verso la vivacità fisica più che su quella intellettuale.
I trigoni con la IX, invece, poiché la casa risiede sopra la linea dell’orizzonte, spingeranno l’individuo a manifestazioni di se stesso più complesse. Tecnicamente si viene a creare un sottofondo o marziano-gioviale (Giove al domicilio rimario nel Sagittario), che inserisce una fiducia ottimistica nel propri mezzi, o un sottofondo marziano-nettuniano (Nettuno in domicilio secondario), che spinge all’esplorazione del lontano, anche in senso intellettuale.
I sestili con la III e con XI collegano l’io a due case socievoli. La III più vivacizzante, anche per la presenza oltre che di Mercurio in domicilio anche di Plutone in esaltazione, l’XI più frenante, più equilibrata e moderata.

Le nemiche sono la VII, la IV e la X, cioè le analoghe di Bilancia, Cancro e Capricorno.
Le opposizioni con la VII, che abbiamo detto essere la casa degli Altri, ricalcano il conflitto primordiale tra l’io e l’altro. Quando una I casa ospita pianeti, anche di fronte a una casa VII vuota, ci sarà sempre come una sorta di cecità nei confronti dell’altro, nel senso che l’egopatia del soggetto sarà talmente accecante da impedire di vedere le ragioni dell’altro, o di adattarsi alla realtà dell’altro, convinto come sarà che la ragione stia sempre dalla sua parte e mai dalla parte degli altri. Questo fenomeno accade anche di fronte a una VII ricca e una I vuota.
I quadrati con la IV/Cancro spostano il conflitto tra l’io e l’ambiente familiare, sentito come limitante o iperprotettivo tale da frenare lo sviluppo della personalità.
I quadrati con la X sono anch’essi subdoli, perché l’egopatia del soggetto rischia di diventare un ostacolo per il raggiungimento dell’emancipazione, oppure l’emancipazione viene raggiunta a caro prezzo.

Parole chiave: visione che uno ha di se stesso, egopatia, narcisismo, come appariamo agli altri.