toroToro – Io mi nutro (21 aprile – 21 maggio)

Segno di Terra, fisso
Domicilio di Venere
Esaltazione di Giove
Esilio di Marte e Plutone
Caduta di Mercurio
Corrispondenze anatomiche: naso, bocca, occhi, gola, tonsille, corde vocali
Corrispondenza stagionale: primavera inoltrata, riproduzione.

Il Toro, stagionalmente, coincide con la primavera inoltrata. Qui la terra, le gemme, hanno dato i loro frutti, il momento dell’esplosione violenta necessaria alla nascita è passato e ci si può rilassare. E’ un momento di stabilità, in cui tutto converge nel nutrimento (domicilio di Venere) e nella crescita (esaltazione di Giove). I ritmi si fanno più lenti (esilio di Marte) e la spinta egocentrica si attenua (esilio di Plutone). L’intelligenza si attenua (caduta di Mercurio) per permettere una più serena comunione con la natura.

L’io aggressivo dell’Ariete lascia il posto a un io espansivo-affettivo. Il Toro, vede in domicilio il pianeta dell’amore e dell’affettività, Venere, e in esaltazione il pianeta dell’espansione e dell’inserimento ottimistico nella vita, Giove. Venere è anche pianeta sessuale femminile e il Toro vede una realizzazione, assolutamente in sintonia con la natura, nella procreazione, grazie anche all’esilio di Plutone che limita gli aspetti più individualistici dell’individuo. Stabilità, nutrimento, espansione, gioia dei sensi sono tutte caratteristiche taurine che derivano dalla presenza di Venere e Giove. La presenza di Giove come portatore di ottimismo, ricerca di serenità, ha la meglio sulle percezioni intellettuali (caduta di mercurio). L’esilio di Marte rende il soggetto taurino tollerante e poco aggressivo. L’esilio del pianeta dell’azione non significa però pigrizia. La spinta ad agire, più che da un impulso aggressivo, è dato dalla ricerca del benessere (Giove).
Il Toro, secondo segno dello zodiaco, ha bisogno di recuperare le energie bruciate dall’Ariete, e il modo in cui consegue questo recupero avviene soprattutto attraverso l’ingerimento di calorie. Il cibo, il nutrimento sono fondamentali, per il segno, il piacere sensuale della combinazione Venere-Giove passa in primo luogo da qui. Ma il Toro non si accontenta di nutrirsi di ciò che trova, deve organizzarsi per far sì che il nutrimento non manchi mai, perché la mancanza, o meglio, l’idea della mancanza, genererebbe in lui angoscia. La mancanza di cibo, la mancanza di beni, lo spettro della fame e della miseria sono le cose che più generano angoscia nel Toro e le sue energie sono concentrate in questo senso. Gli appartenenti al segno sono mossi però da avidità, il loro bisogno risponde a una precisa esigenza, che è quella di poter continuare a godere, di poter continuare ad assecondare i ritmi placidi e lenti della sua natura. La sicurezza materiale che genera stabilità è sinonimo, per i Toro, di sicurezza e stabilità emotiva per sé e per gli altri. Una madre Toro, o comunque un genitore Toro, per esempio, sarà quello che più frequentemente chiederà al figlio se ha mangiato, o che attribuirà qualunque malessere fisico o psicofisico del bambino alla mancanza di cibo. Questa eccessiva preoccupazione per la sicurezza materiale la cui mancanza genere angoscia, fa sì che il segno sia miope o insofferente di fronte ad altri generi di angosce, ad esempio appunto quelle psicologiche o emotive.
Questa insofferenza all’angoscia è anche volontà di quieto vivere, e per amor di quieto vivere il Toro si dimostra spesso arrendevole, dando prova di grandissima pazienza. (Mai dire a un Toro ‘abbi pazienza’, perché ne ha fin troppa). Il fatto è che il conflitto in generale lo vede come un inutile spreco energetico, e l’assente aggressività trae spesso in inganno chi ha a che fare con un Toro. Il fatto che detestino i conflitti, che si rivelino arrendevoli e pazienti non significa che mai possano esplodere. Sono ottimi incassatori, ma quando la misura è colma, la rabbia a lungo trattenuta diventa un tornado che tutto travolge.
La placidità del segno, i suoi ritmi oggettivamente lenti (dati dalla caduta di Mercurio-movimento) non devono però trarre in inganno. Il Toro non è pigro, anzi, è un ottimo organizzatore del proprio lavoro e un lavoratore instancabile, e non potrebbe essere altrimenti se vuole crearsi attorno sicurezza materiale. Il suo concetto di lavoro, però – ed è questo che forse trae in inganno – potrebbe essere riassunto nelle parole ‘massimo profitto con minimo sforzo’. Nell’ottica moderna e occidentale che associa l’efficienza all’azione diretta, risparmiare energia diventa così sinonimo di pigrizia. “Se lo stesso lavoro posso farlo seduto, non capisco perché devo farlo i piedi” potrebbe dire un Toro. E se non lo dice di sicuro lo pensa.
La caduta del pianeta Mercurio potrebbe spiegare anche il legame del segno col territorio – simbolicamente legato alla terra e alla vita rurale – e alla difficoltà che molti incontrano ad abbandonarlo (il suo opposto, lo Scorpione, è considerato invece un segno nomade). Sempre la caduta di Mercurio potrebbe anche spiegare la scarsa socialità di fondo del segno. Qui però occorre spiegarsi. La socialità di Mercurio implica la comunicazione e il movimento, la curiosità di tessere molti rapporti anche superficiali. Il Toro più che socievole è conviviale. Amerà molto di più una serata che vede pochi amici seduti attorno a un tavolo che una serata in giro per locali.
La caduta di Mercurio agisce anche a un altro livello. Se consideriamo Mercurio come udito, vediamo che la sordità risulta anche una forma di difesa. Essere coscientemente sordi di fronte alle angosce o drammatizzazioni altrui protegge a sua volta dall’angoscia. Su un piano più concreto si può trovare Tori che dimenticano – come in una sorta di rimozione protettiva – intere parti di discorso o frasi a lui rivolte, e quando li si invita a ricordare diranno che non era vero.
Per estensione, un altro aspetto legato al concetto di beni materiali e ricchezza che possano assicurare al segno il benessere, è il possesso, la possessività, la gelosia che dimostra in amore. Il Giove taurino, legato a Venere sottolinea l’aspetto fagocitante. Questo secondo aspetto coincide, anche se sembra in contraddizione, col bisogno di rendere sereni e felici chi gli sta attorno, figli o amanti che siano.
A seconda della struttura del tema natale, però, queste caratteristiche possono inasprirsi e rendere il soggetto Toro eccessivamente materialista.
Altro aspetto da sottolineare è la sensualità del segno. Qui troviamo infatti la prima posizione di Venere (la seconda sarà nel segno della Bilancia). Affettivamente caldi e intensi, ma anche semplici e poco inclini ai contorcimenti ai giochi segreti tipici dello Scorpione, il sesso per il Toro è qualcosa di naturale, assolutamente inserito cioè nell’economia della natura. A differenza dell’Ariete dominato da Marte per il quale il sesso ha funzione riproduttiva e modalità abbastanza spartane e rozze, o dello Scorpione per il quale il sesso è erotismo, nel primo segno dominato da Venere è puro piacere. La caduta del pianeta Marte si rivela più ambigua per i segni maschili, i quali paiono avvertire come una devirilizzazione, forse più a livello mentale che fisico.
Questa sensualità – ricordiamo che Venere ha anche il significato di mani, oltre che di bellezza, arte e amore – si esprime anche nel piacere del toccare. Oltre che amanti del contatto fisico, i toro amano proprio manipolare la materia, sentire l’oggetto sotto le dita.

Parole chiave: stabilità, benessere, piacere sensuale, cibo, beni materiali, territorio, placidità, pazienza, sensualità.