CASA V – analogia Leone

Dopo la casa della famiglia (la IV/Cancro) e prima della casa del lavoro (la VI/Vergine), troviamo la casa V/Leone, la casa degli accessi e della sessualità. Apparentemente, questa casa sembra c’entrare poco con le altre sotto l’orizzonte, che prevedono una certa normalità fatta di territorio, clan, famiglia, parenti, lavoro. In realtà, la V casa è fondamentale per legare insieme tutte le altre, in quanto è la casa della riproduzione, e la funzione primaria, atavica, dell’uomo è quella di riprodursi, fare figli. In questo senso la V casa è anche la casa della vita, della vitalità. Ma se riprodursi è una funzione elementare e basilare, meno elementare è il modo in cui il sesso può venir vissuto. I tabù attorno al sesso, l’angoscia che può generare, i vari tentativi messi in atto per esorcizzarlo fanno sì che il sesso venga visto come qualcosa di squilibrante, come un eccesso da contenere.
La V casa, quindi, ci darà indicazioni sul modo che abbiamo di vivere la sessualità, se per noi è più o meno importante, se lo viviamo con leggerezza o angoscia, se siamo voraci o meno, se preferiamo l’avventura o una sessualità più avvolgente. Ovviamente, l’analisi della V casa non può prescindere dall’analisi dei pianeti sessuali – Venere, Marte, Plutone – e degli aspetti che formano. Una casa V occupata potrà sì porre l’accento su un interesse del soggetto per la sessualità, ma contemporanei aspetti conflittuali dei pianeti sessuali possono rendere difficile o problematico l’amplesso, oppure evidenziare, eventualmente, stranezze o perversioni.
Naturale conseguenza logica dell’amplesso sono il parto e quindi i figli, ed ecco che questa casa ci parlerà, oltre che del nostro atteggiamento nei confronti della maternità, ma anche di loro. Sapremo così che tipo di rapporto i nostri figli riusciranno a instaurare, se ci daranno soddisfazioni o meno, se saranno ribelli, affettuosi, se li investiremo di ambizioni o affetto.
Legato al concetto di figli, c’è il concetto di educazione. Quali metodi educativi utilizzeremo, e di conseguenza, per estensione, questa casa ci parlerà anche della professione di insegnante, almeno fino all’età che comprende gli studi inferiori (gli studi superiori sono simboleggiati dalla casa IX).
La V casa come vitalità si ricollega alla simbologia di riproduzione. Se la vita si identifica, almeno biologicamente, col riprodursi, viene naturale pensare al collegamento simbolico Casa V – vita. A questo punto, però, ci aspetteremo di trovare l’opposto della vita, cioè la morte, nella casa opposta, invece lo zodiaco pone la morte nell’VIII casa/Scorpione, quindi a una distanza di 90°. Questo avviene perché, nel ciclo naturale, la morte fa parte della vita, e anzi la morte è un fenomeno vitalissimo, perché permette la sopravvivenza delle generazioni più giovani. Questo, però, non implica che la morte non sia dolorosa per chi sopravvive, e la quadratura casa V/casa VIII è lì a testimoniarlo.
La vitalità espressa nella casa V è una vitalità, occorre ricordare, istintuale, elementare, che non implica riflessioni di natura filosofica. Se la vita è semplicemente energia, come vuole l’analogia col segno del Leone governato dal Sole, il collegamento simbolico della V casa come casa degli eccessi è presto fatto. L’eccesso, gli eccessi, hanno come parola d’ordine il troppo. E il troppo è sempre un surplus di energia da incanalare. Questo troppo non va visto però solo in senso dispendioso, è un troppo, anzi, che non ha mezze misure sia in senso positivo che negativo (questo accade anche nel settore in cui cade il segno del Leone). Per cui potremmo avere eccessi nel sesso, nei divertimenti, nel troppo mangiare o bere, nel voler vivere sempre tutto con l’acceleratore inserito oppure, all’opposto, potremmo avere un eccesso di chiusura, riserbo, misantropia, o se parliamo di sesso, castità.
Un’altra simbologia della casa è rappresentata dalla vita notturna (locali, discoteche, pub ecc). E apparentemente, nella casa governata dal Sole, dalla luce solare, può sembrare una contraddizione. In realtà non lo è, perché la vita notturna è vista come un prolungamento di quella diurna, quasi un voler annullare le tenebre, il buio della notte.

Le amiche della casa V sono la I e la IX (Ariete e Sagittario) e la III e la VII (Gemelli e Bilancia).
I trigoni con la I collegano l’egopatia al dinamismo energetico della V, ma essendo la I una casa sotto l’orizzonte, a meno di spiccate doti intellettuali, il soggetto tenderà a convogliare le energie in attività ludiche abbastanza banali. Solo la presenza di Saturno in una delle due case può spegnere il vitalismo, o farlo emergere in modo discontinuo.
I trigoni con la IX, invece, danno al vitalismo un orizzonte più vasto, superiore, e spingono il soggette a esplorazioni intellettuali, inoltre rafforzano il significato delle due case legate all’insegnamento.
I sestili con la III e la VII, due case sociali, generalmente hanno effetti positivi, e spingono il soggetto a ricercare la compagnia degli altri (III casa), o a vivere la dimensione del divertimento insieme ai coetanei, o a far convogliare la dimensione, ad esempio del sesso, nel matrimonio, oppure ad accettare gli altri attraverso l’attrazione sessuale. In entrambi i casi si sottolinea una facilità di aggregazione.

Le nemiche della V sono l’XI (Acquario), la II e l’VIII (Toro e Scorpione).
I quadrati con la II, considerata come la casa dei beni o del denaro, pongono l’accento sullo spreco di denaro per i divertimenti; nella simbologia di territorio, o di clan, una II legata alla V può rafforzare un trauma di nascita.
I quadrati con l’VIII – oltre a parlarci ancora di spreco di denaro, in questo caso, ad esempio, dilapidazioni di eredità – legano, come abbiamo detto, i due concetti di vita e morte. Gli eccessi della V casa, uniti all’amore per il rischio tipicamente scorpionico, possono condurre a sfiorare più e più volte la morte, sia che si tratti di incidenti, sia perché spinti da un’inconscia autodistruttività.
Le opposizioni con l’XI sono più pericolose. Il conflitto avviene tra la casa degli eccessi e quella della moderazione, e chiamato in causa qui è l’equilibrio psichico del soggetto, molto simile a una durissima lesione del pianeta Nettuno. Le opposizioni tra queste due case, se non parlano di vera e propria follia, quasi un oscillare tra due mondi, mettono in risalto, comunque, una fragilità psichica o nervosa, soprattutto se i pianeti coinvolti sono Luna o Nettuno.

Parole chiave: eccessi, sessualità, vitalismo, vita, maternità, figli, educazione, insegnamento, vita notturna.