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Vergine – Io conservo (23 agosto – 23 settembre)

Segno di Terra, mobile
Domicilio di Mercurio
Esaltazione di Urano
Esilio di Giove e Nettuno
Caduta della Luna
Corrispondenze anatomiche: le mani, l’intestino
Corrispondenza stagionale: fine dell’estate, conservazione del raccolto.

Stagionalmente la Vergine corrisponde alla fine dell’estate, quella fase in cui i frutti della terra, dopo essere stati raccolti (Leone) vengono conservati. E’ una fase di aridità, in cui la terra smette di dare (caduta della Luna) e ci si chiude in un immobilismo (esilio di Nettuno) necessario al lavoro di conservazione del raccolto. Prima di essere conservato, però, il raccolto deve subire un’attenta valutazione, una selezione accurata (domicilio di Mercurio). La conservazione delle messi viene affidata all’abilità tecnica (esaltazione di Urano) e alle capacità di risparmio e autocontrollo (esilio di Giove).

Nello slogan ‘io conservo’ è contenuto il significato più profondo del segno. Per rifarsi alla corrispondenza stagionale, la conservazione del cibo è qualcosa di innaturale, ed è innaturale perché si oppone al processo – naturale – di deterioramento. Il deterioramento, la morte delle cose, parlano di un fluire del tempo, e la morte delle cose rientra in un preciso ciclo vitale. Conservare il cibo con l’aiuto artificiale della tecnica-Urano è un tentativo di impedire la morte, un modo per rifiutarla, ma rifiutando la morte si rifiuta la vita. Il desiderio se vogliamo inconscio della Vergine è quello di un congelamento della vita per poter vivere in eterno, una preservazione di uno status quo (esilio di Nettuno), che può avvenire solo artificialmente. I nemici principali di questo processo che vede al centro il rigore tecnico sono i sentimenti, la sensibilità (caduta della luna) e la perdita del controllo generato dalla spinta edonistica (esilio di Giove).
Il segno della Vergine vede in domicilio il pianeta Mercurio, come nei Gemelli. Ma qui, a differenza che nei Gemelli, la curiosità, l’attenzione, non sono rivolte verso l’esterno, ma al dettaglio, al particolare. Quasi sempre, cioè – per l’affiancamento di Urano – l’attenzione ha qualcosa di pragmatico, è sì molto acuta ma limitata, circoscritta, ed è concentrata sul qui e ora, in sostanza, sull’oggi. L’intelligenza verginea, in virtù di questa accoppiata Mercurio-Urano sarà organizzatrice, sistematica, classificatrice e spesso pignola (nello Scorpione, per esempio, dove troviamo Mercurio in sede di esaltazione, l’attenzione e la curiosità saranno rivolta al nascosto).
L’esilio di Giove e Nettuno rendono la Vergine insensibile ai ragionamenti per assurdo, all’astrattezza e a tutto ciò che, da un lato, non può essere misurato concretamente (esilio di Nettuno), e dall’altro dota il segno di grandi capacità di autocontrollo, spesso con derive restrittive (esilio di Giove), salvo poi, in determinati frangenti, farlo cadere nel masochismo (esilio di Giove e caduta della Luna).
L’esilio di Nettuno come principio di metamorfosi agisce anche su un altro livello, e questo livello risulta più comprensibile se facciamo riferimento al rapporto dialettico della Vergine con il suo segno opposto e complementare, i Pesci. Se i Pesci, dove Nettuno è in domicilio primario, sono il regno dell’Infinito e dell’Indistinto e di ciò che non ha confini, del Lontano nel senso del Sublime, del distacco dal contingente, del misticismo, e in ultima analisi del Diverso, nel senso di ciò che si distacca dalla norma, la Vergine – a causa appunto della posizione di esilio del pianeta – avrà terrore di tutto ciò che non è immediatamente individuabile o circoscrivibile, tutto ciò, in sostanza, che fugge dalla norma. La norma presuppone una sorta di eguaglianza, e questa aspirazione all’eguaglianza porta con sé il germe della mediocrità, del livellamento. Il sublime nettuniano destabilizza la Vergine nella misura in cui detesta perdere il controllo e l’unico modo per non perdere il controllo è rendere tutti uguali, una massa di individui sottoposti a regole precise. La Vergine infatti, o meglio la VI casa – che è in analogia col segno – non è un caso che abbia, tra i vari significati anche quello di burocrazia e quotidiano. Da questo aspetto – l’amore per il rigore – discende l’amore per l’ordine e la pulizia. In fondo ordinare, mettere ordine, è solo un altro modo per circoscrivere il caos Nettuno/Pesci), per mettere regole al caos, per tenere sotto controllo. Il fatto che la Vergine, inoltre, sia legata all’oggi-Urano, li rende incapaci non solo di fare previsioni a lunga scadenza (il futuro è un  indistinto in cui tutto può accadere ed evolvere), ma anche di rischiare.
L’esilio e la caduta dei pianeti della sensibilità (Luna), dell’edonismo (Giove) e del sublime (Nettuno), rendono la Vergine uno dei segni, insieme al Capricorno, più realistici dello zodiaco. Il realismo vergineo, legato al presente, alla norma, alla regola, al discreto, a tutto ciò che è immediatamente misurabile, li lascia sprovvisti di difese nel momento in cui, per diverse ragioni, sono costrette a confrontarsi con situazioni impreviste.
La caduta della Luna e l’esilio di Nettuno producono un altro fenomeno: una vera e propria carenza affettiva di cui nemmeno riescono a rendersene conto. Il fatto che non se ne rendano conto per una mancanza di sensibilità rientra in pieno nel condizionamento del segno che li vuole incapaci di provare emozioni, perché le emozioni sono il nemico della tecnica e della programmazione. Profondamente calati nella dimensione della regola, del fare, del metodo e del rigore, tendono a irrigidirsi nelle loro posizioni e diventare ipercritici nei confronti degli altri, salvo poi risultare molto permalosi e suscettibili quando le critiche vengono rivolte a loro. Credendosi immuni dall’errore (perché l’errore non lo contemplano), una critica di tal fatta li riempie di sensi di colpa.

Parole chiave: rigore, metodo, autocontrollo, norma, ordine, pragmatismo, ipercriticismo, organizzazione, livellamento.