CASA VI – analogia Vergine

La VI casa chiude il semicerchio inferiore tracciato dalla divisione operata dall’asse ascendente/discendente. Tutte le case sotto l’orizzonte, la cui funzione è importantissima per la struttura dell’io, rappresentano una funzione basilare, un percorso che l’individuo compie e dal quale non può prescindere e a cui è necessario sottostare. Le case sopra l’orizzonte, invece, ci parlano tutte di una possibilità di elevazione, una possibilità, cioè, di sovrastare tali necessità basilari espresse dalle case sotto l’orizzonte.
La prima funzione simbolica che incontriamo nella VI casa è quella del livellamento. L’Io nel suo rapporto con gli Altri ha due possibilità: o ne prende coscienza senza troppi drammi, e quindi si proietta nell’emisfero superiore accogliendone le possibilità alternative, oppure compie tutto il percorso dell’emisfero inferiore e una volta giunto in prossimità della VII casa/Altri, si ferma alla VI e dice: dagli altri non ho nulla da temere perché siamo tutti uguali. Eliminare la paura dell’altro dicendosi che siamo tutti uguali non cancella, però, un’altra paura: quella del diverso, rappresentata dall’opposta casa XII/Pesci. L’uguaglianza che propone la casa VI avviene attraverso l’imposizione di regole a cui tutti devono adeguarsi, perché l’ordine, le regole, la norma sono ciò che rende coesa una moltitudine. Detto questo, si comprende anche come la casa VI, non è un caso che sia anche la casa della burocrazia, o di tutto ciò che serve per etichettare un individuo e inserirlo in una massa di eguali.
È anche, la VI, la casa del lavoro, soprattutto del lavoro dipendente, impiegatizio, routinario. Routine e lavoro sono altre due parole chiave, e il lavoro espresso da questa casa implica la ripetizione, qualcosa di meccanico, una ripetizione di gesti che escluda, o che esorcizzi, l’estro fantasioso dell’opposta casa XII/Pesci. All’interno di questa cornice, vige ovviamente una divisione gerarchica – divisione che comunque rientra sempre in quella logica di norme e regole -, una suddivisione tra inferiori e superiori. Ma anche qui, il superiore, è sempre inserito all’interno di una scala che lo vede come inferiore di qualcun altro. Per inferiore non si deve intendere qualità o capacità personali – ci sono ottimi impiegati – ma proprio come l’individuo che si trova a proprio agio all’interno del sistema e regole che governano una gerarchia. Legato al concetto di inferiore, c’è quello di mediocre, mediocrità. Più che esserlo, l’individuo segnato da una VI/Vergine, teme di esserlo, e lo teme proprio perché inserito nei confini di una casa che parla di questa costrizione simbolica fatta di regole e ripetizione.
Altra funzione legata al concetto di inferiorità è quello di servitù, o meglio servilismo in tutte le sue sfumature.
Un’ultima simbologia della casa è quella di corpo e salute. Questo avviene per due ragioni: la prima, perché rientra nell’ottica di conservazione e preservazione della Vergine – e il corpo, la sua salute, la sue igiene, non può sfuggire a questo condizionamento; la seconda, perché la VI casa conclude quell’arco naturale cominciato dalla I casa che fa riferimento all’io. Qui troveremo, quindi, indicazioni su come noi trattiamo il nostro corpo, se siamo attenti alla sua salute oppure no, il nostro atteggiamento nei confronti delle malattie, se siamo ipocondriaci, ansiosi, oppure noncuranti.

Le amiche della casa VI sono la II e la X (Toro e Capricorno), la IV e l’VIII (Cancro e Scorpione).
I trigoni con la II e i sestili con la IV, legando case sotto l’orizzonte sottolineano la normalità di chi si inserisce serenamente in un routine fatta di casa, famiglia e lavoro e in cui l’individuo apprezza e vive serenamente le piccole cose.
I trigoni con la X e i sestili con VIII, proiettano il soggetto sopra l’orizzonte e gli stimoli più che rassicuranti possono generare squilibri, da un lato perché staccano l’individuo dal territorio e dal clan; dall’altro perché l’individuo tenderà a focalizzarsi sul lavoro il cui obiettivo sarà l’emancipazione, ma pur sempre con quel sottofondo di scontentezza che gli farà credere che il lavoro che sta compiendo sia al di sotto delle proprie capacità o ambizioni.

Le nemiche della VI sono la XII (Pesci) e la III e la IX (Gemelli e Sagittario).
I quadrati con la III – col cui segno in analogia, i Gemelli, condivide al domicilio il pianeta Mercurio – si traducono spesso in problemi di carattere sociale. La calma uniformità della VI mal si adatta alla vivacità curiosa della III. Ma ancora, il senso di inferiorità della VI che si scontra con l’atteggiamento snobistico della III (per esempio, l’impiegato che aspira a frequentazioni superiori ma si vergogna della propria posizione sociale).
I quadrati con la IX, casa sopra l’orizzonte, sono più espliciti: la routine, la quotidianità, la norma, la consuetudine, mal si adattano all’esigenza di esplorazione, sia mentale che fisica, della IX. Possiamo quindi trovarci di fronte a un soggetto che mal riesce a conciliare l’esigenza di stabilità con l’impulso ad evadere, sia fisicamente che moralmente, vuoi per impedimenti materiali, vuoi per impedimenti fisici. Oppure a un soggetto costretto a viaggiare e che ne farebbe a meno.
Le opposizioni con la XII mettono uno di fronte all’altro esigenze opposte: l’esigenza di ordine con l’estro, l’eguaglianza con la diversità, la consuetudine con la fuga, l’impulso a conservare con l’impulso a variare, e le lacerazioni più che profonde alla lunga possono essere logoranti e testimoniano sempre di un’insoddisfazione. Da un punto di vista materiale, invece, tali opposizioni possono parlarci di problemi di salute, oppure atti che richiedono la chiusura in istituti (la XII come casa della solitudine anche fisica), sia di detenzione che attinenti la salute sia fisica che psichica.

Parole chiave: livellamento, consuetudine, moltitudine, burocrazia, lavoro dipendente, routine, senso di inferiorità, mediocrità, servilismo, cura del corpo, salute.