CASA VII – analogia Bilancia

La casa VII, la prima sopra la linea dell’orizzonte, è la casa degli Altri, contrapposta alla casa I che è la casa dell’Io.
Qui l’individuo, dopo aver percorso tutto l’arco zodiacale sotto la linea dell’ascendente/discendente, incontra l’altro, l’antagonista, colui col quale deve scendere a patti o contro il quale può entrare in conflitto. Ciò che accade nella sequenza dalla I alla VI casa ha a che fare con la sicurezza dell’io (I casa) attraverso il territorio e il patrimonio (II casa), i contatti sociali legati al circostante (III casa), la famiglia (IV casa), la sessualità e procreazione (V casa) e il lavoro e la norma (VI). Dalla VII casa in poi l’individuo è posto invece nella condizione di poter deliberatamente scegliere, in virtù delle proprie capacità personali, ciò che potrebbe rassicurarlo, e questo può avvenire attraverso il contatto con gli altri (VII casa), l’alienazione dal proprio territorio (VIII casa), lo spostarsi lontano, sia mentale che fisico (IX casa), conquistare la propria indipendenza emancipandosi dalla famiglia (X casa), raggiungere un proprio sereno equilibrio e di scegliersi gli amici (XI casa), di staccarsi dalla norma livellante (XII casa).
Gli Altri/VII casa possono essere visti, a seconda della struttura del proprio tema natale, in diversi modi:

1) Come una massa dai contorni indistinti con cui si entra in contatto per necessità. Secondo questa ottica, qualora si entrasse in conflitto, è chiaro che noi/io avremmo sempre ragione e loro/gli altri sempre torto.
Di solito ciò avviene con una massiccia presenza di pianeti al di sotto della linea dell’orizzonte, poiché l’individuo, essendosi creato tutta una serie di rapporti nell’immediatamente vicino che lo soddisfano (territorio, legami sociali superficiali o parentali, la famiglia) non sente affatto la necessità di ampliare la propria rete sociale.

2) Come un’entità da dominare, sfruttare e manipolare a proprio vantaggio. Ciò può avvenire non necessariamente in modo antagonistico ma anche assumendo un atteggiamento seducente. Di solito si ha una prevalenza di pianeti al di sopra dell’orizzonte o una casa I molto stimolata.

3) Come i nemici. In quest’ottica gli altri sono visti dall’io come sempre pronti ad aggredire il soggetto o a limitarne l’azione. In questo caso l’egopatia dell’io è prevaricante, fino a sfociare nei casi limite, in un vera e propria sindrome da persecuzione. In questo caso si hanno forti opposizioni planetarie tra la I e la VII casa, oppure lesioni di Marte, Plutone e Sole.

4) Come complemento indispensabile dell’io. In questo caso il soggetto vede la realizzazione di se stesso attraverso il contatto con gli altri, o attraverso il riflesso degli altri. Il senso di rassicurazione che gli altri possono dare può avvenire in modo naturale e fluido (magari con una casa VII abitata da pianeti ben aspettati), oppure in modo conflittuale, e in questo caso il soggetto, pur aspirando a trovare conforto negli altri, non riesce a individuare il canale giusto.

5) Come entità vista con serena obiettività. Gli altri hanno gli stessi nostri diritti, e ciò implica che noi abbiamo gli stessi loro diritti. Questa è la visione da Bilancia/VII settima. Paradossalmente, in questo caso, è più facile trovare una VII e una I casa vuote, dove, oltretutto, i pianeti belligeranti per antonomasia, cioè Marte e Plutone, siano in posizione sfuocata o non troppo stimolati.

La VII casa, in un tema natale, è importantissima per valutare come l’io si rapporta agli altri. Una prima funzione simbolica è quella del matrimonio. Il matrimonio è l’unione legalizzata con gli altri, e questo tipo di unione implica, dopo aver compiuto una scelta – almeno a livello teorico -, il riconoscimento di eguali diritti ma anche stabilità e durata. Qui possiamo leggere il nostro atteggiamento nei confronti delle unioni stabili, se ci sposeremo o meno, se il nostro matrimonio avrà fortuna o si spezzerà per nostro volere o altrui.

Chi vede gli altri come una massa dai contorni indistinti (1), tenderà a sposarsi perché si deve, perché nell’economia dell’esistenza questo è un passo che ad un certo punto va compiuto.
Chi vede gli altri un’entità da dominare (2) sarà incline a fare un ‘matrimonio di interesse’, valutando prestigio, posizione sociale, ecc.
Chi vede gli altri come i nemici (3), apparentemente sembra destinato a non sposarsi, e invece molto spesso accade il contrario, quasi fosse un tentativo di esorcizzazione.
Chi vede gli altri come complemento indispensabile dell’io (4), è quasi ossessionato dall’idea del matrimonio, tanto da spingere a sposare il primo che si trova con conseguenze nefaste.
Chi vede gli altri con serena obiettività (5), quindi con temperamento bilancino, parrebbe destinato alla felicità ma non sempre accade, perché trovare un proprio simile è molto raro. Inoltre, il temperamento bilancino/saturnino esclude a priori la passionalità, per cui il rapporto, qualora accada sarà sempre vissuto con un qualche cosa di freddo e distaccato. Ciò, però, alla lunga può rivelarsi positivo, in quanto consente di superare indenne il tempo e assestarsi, il rapporto coniugale, in una serena convivenza fino alla vecchiaia.
Il contratto (il matrimonio lo è) è parola chiave della VII casa, e quindi qui leggeremo indicazioni che riguardano tutte le attività lavorative o di associazione che lo prevedono.

Le amiche della VII casa sono la III e l’XI (Gemelli e Acquario), e la V e la IX (Leone e Sagittario).
I trigoni con la III facilitano i contatti con gli altri, perché il soggetto sarà naturalmente socievole e curioso di intrattenere rapporti, e inclina alle relazioni pubbliche.
I trigoni con l’XI legano due case sociali sopra l’orizzonte. Qui l’atteggiamento che emerge è equilibrato e amichevole, anche nel matrimonio, da cui, per forza di cose la passionalità sarà bandita (Saturno e Urano per il segno dell’Acquario e Saturno in esaltazione per la Bilancia).
I sestili con la V, casa semplicissima ed elementare, spingono a unioni in cui l’attrazione sessuale sarà predominante, oppure il matrimonio è scelto per procreare.
I sestili con la IX legano la casa dei contratti, del matrimonio con il lontano, ambiente diverso da quello natale casa III. Possono avvenire associazioni o matrimoni con stranieri, o comunque non appartenenti al proprio ambiente.

Le nemiche della VII sono la I (Ariete), la IV e la X (Cancro e Capricorno).
I quadrati con la IV tendenzialmente si traducono in un matrimonio che non avviene perché i legami con il clan, la famiglia d’origine sono tanto forti da tradursi in una chiusura verso gli altri. Altre volte il matrimonio rappresenta una via di fuga da un ambiente soffocante, ma con esiti problematici per il soggetto.
I quadrati con la X si traducono, invece, quasi sempre in una carriera sacrificata dal matrimonio, o un matrimonio sacrificato per il successo.
Le opposizioni con la I producono lacerazioni molto forti e il soggetto tende a oscillare tra due opposte spinte, quella di bastare a se stesso in virtù delle sole proprie forze e quella di appoggiarsi agli altri. Spesso una VII casa piena contro una I vuota non spegne affatto l’egopatia, ma la trasferisce nel territorio degli Altri.

Parole chiave: associazioni, matrimonio.