arieteAriete – Io sono il primo (21 marzo-20 aprile)

Segno di Fuoco, cardinale
Domicilio primario di Marte, domicilio secondario di Plutone
Esaltazione Sole
Esilio di Venere
Caduta di Saturno
Corrispondenze anatomiche: testa e fronte, le tempie
Corrispondenza stagionale: l’inizio della primavera, la gemmazione.

L’Ariete, stagionalmente, dà inizio, dopo i rigori dell’inverno, alla primavera. La natura, dopo la morte apparente, dopo una stagione in cui la vita si è svolta sottoterra, riprende slancio. I semi nascosti nella terra o racchiusi nei rami degli alberi, fecondati da Plutone (domicilio secondario), per emergere alla superficie richiedono la spinta aggressiva di Marte (domicilio primario). Questo atto vitale, irriflessivo, richiede audacia e incoscienza (caduta di Saturno), un gesto brutale incurante di raffinatezza (esilio di Venere). Il seme fecondato, per farsi strada, necessita di una intensa fiducia del proprio Io (esaltazione del Sole).

I nati dell’Ariete vedono tre pianeti maschili (Marte, Plutone e Sole) fra i domicili e l’esaltazione e questa configurazione pone subito l’accento su una parola chiave del segno: azione.
Marte sottolinea la carica aggressiva e propulsiva del soggetto, l’istinto di attacco e affermazione dell’io. Un io che si avvale anche della componente vitale del Sole in esaltazione. Marte è la scintilla di fuoco che accende la miccia, ma questa baldanza, questa carica energetica, contiene simbolicamente anche qualcosa di precario, per cui spesso accade che i soggetti arietini alternino slanci ottimistici a scoramenti.
Nel suo significato di pene e muscolatura, Marte tende a connotare di machismo, o virilismo, il soggetto. Questo accade anche per le donne. Le donne arietine avranno sempre, a qualche livello, fisico, caratteriale o comportamentale, qualcosa di maschile. In loro persisterà sempre una certa rudezza, un modo di imporsi virilizzato (dovuto anche contemporaneo esilio di Venere), almeno secondo i canoni acquisiti in cui si vorrebbe la donna docile e remissiva e il maschio aggressivo.
La dialettica dello zodiaco vede l’Ariete opposto, e quindi in rapporto dialettico, col primo segno sociale, la Bilancia, e la contrapposizione Ariete/Bilancia è una contrapposizione che si gioca a livello di Io/Altri, dove gli altri sono i nemici da combattere e su cui prevalere. Se l’Ariete dice io sono il primo, è perché il pianeta Marte – violento, bellicoso, brusco – lo spinge a voler riconosciuta una identità che intimamente sente precaria, come precaria è l’energia del pianeta. Ma non solo. L’aggressività marziano-arietina risponde a un preciso condizionamento: la difesa della specie. La miglior difesa è l’attacco potrebbe essere il secondo monito del segno. Ma la difesa dell’individuo è legata a un preciso istinto: quello di sopravvivenza. Da questo istinto alla sopravvivenza, da questa difesa dell’io, da questo vedere negli altri potenziali nemici su cui prevalere, deriva un’altra caratteristica del segno: la diffidenza. Anche la diffidenza è un sistema di difesa e, come in un cerchio che si chiude, serve per tenere alta l’aggressività.
Se questo aspetto diffidente-aggressivo resta forse a un livello più celato, più palese è la competitività del segno. La competizione agonistica, per esempio, possiamo vederla – e di fatto lo è – come una sublimazione della violenza, uno spostare la guerra contro gli altri a una dimensione ludica. Moltissimi atleti e sportivi appartengono al segno dell’Ariete non solo perché beneficiati dalla presenza di Marte-muscolatura, ma anche perché possono veicolare l’aggressività, il bisogno di prevalere, attaccare, vincere, di avere un nemico su un terreno più socialmente accettabile. L’antagonista è fondamentale, per un Ariete, sia che sia una persona in carne e ossa, una situazione o un ostacolo. Ma a differenza di un Capricorno – segno dove Marte è in esaltazione e che esercita la violenza come potere (domicilio di Saturno) sui deboli, o di uno Scorpione – che mette il suo Marte in domicilio secondario al servizio dell’intelligenza (Mercurio in esaltazione), l’Ariete – segno semplice, incapace di elaborazioni mentali complesse (Saturno è in caduta) – preferisce un avversario diretto, uno scontro quasi fisico. La caduta di Saturno lo priva dell’aspetto riflessivo, strategico, azzera la visione lungimirante e lo fa agire qui e ora. Nemmeno il coraggio, ovviamente manca all’Ariete, ma il suo coraggio è di tipo reattivo, come risposta a un segnale di pericolo, un coraggio che si fonda cioè sull’istinto.
Il domicilio secondario di Plutone (pianeta che troviamo in sede primaria nel segno dello Scorpione) a mio parere qui crea un sottofondo di soddisfazione di sé, di sicurezza anche miope – l’Ariete non ospita nessuno dei pianeti dell’intelligenza – e insieme al Sole concorre alla visione di un io che si sente, vero o no che sia, appunto il primo; dall’altro, insieme a Marte inclina a realizzazioni pratiche e immediate (Plutone come principio creativo). C’è anche un altro aspetto di questo connubio Marte-Plutone da considerare, ed è la capacità di superare le crisi con un uno scatto di volontà notevole.
L’esilio di Venere non inclina né a raffinatezze, né al gusto del bello, né a modi particolarmente raffinati, né a una affettività dolce. L’amore per un Ariete – troppo legato al presente-Sole e all’azione-Marte – è qualcosa che nasce e muore e su cui non ci si strugge troppo. Si innamora facilmente ma altrettanto facilmente, qualora l’amore finisca, riesce a tagliare. Un Ariete è di sicuro più passionale che sentimentale, e nelle relazioni ci si butta con istinto, ma la caduta di Saturno-razionalità gli impedisce di vedere i difetti del partner o le difficoltà di una relazione.

Parole chiave: azione, energia, testardaggine, forza, coraggio, impulsività, aggressività, incostanza, individualismo, vanagloria.