scorpione

Scorpione – Io nascondo (23 ottobre – 22 novembre)

Segno d’Acqua, fisso
Domicilio di Plutone e Marte
Esaltazione di Mercurio
Esilio di Venere
Caduta di Giove
Corrispondenze anatomiche: ghiandole a secrezione esterna, ano
Corrispondenza stagionale: autunno inoltrato, la semina

Stagionalmente lo Scorpione corrisponde all’autunno inoltrato, il momento stagionale in cui, dopo aver selezionato con cura i semi (Bilancia), questi vengono interrati, sepolti, nascosti dentro la terra, come a indicarci che la morte (autunnale) ha in sé la vita, o che la vita appartiene a un ciclo più ampio fatto di continue morti e rinascite. Una volta sottoterra, il seme comincia un nuovo viaggio, e per sopravvivere avrà bisogno dell’aggressività (domicilio di Marte), di una volontà di vita (domicilio di Plutone) e di una certa intelligenza di calcolo del rischio (esaltazione di Mercurio). Il seme, per poter sopportare le durezze stagionali, per difendersi, dovrà escludere l’affettività (esilio di Venere) e possedere un disprezzo degli agi (caduta di Giove).

Per lo Scorpione, il cui pianeta in domicilio primario è Plutone dio dell’Ade, lo slogan ‘io nascondo’ è quanto mai attinente. Ciò che sta nascosto, nel senso di poco visibile agli altri, innanzi tutto, è l’impulso vitale (Plutone). Tale impulso vitale è ciò che permette al segno di essere considerato anche il segno della morte/rinascita, di ciò che deve necessariamente morire per poter risorgere. La morte, infatti, intesa in tutte le sue più varie sfaccettature, è funzione primaria dell’ottavo segno: dalla morte fisica alla morte simbolica come possibilità di rinascita, dal gusto per il macabro all’umorismo nero. Il condizionamento che ne fa il segno della morte si lega anche a un concetto per preciso che è la crudeltà. La crudeltà prevede un’intenzione, e quindi l’intervento dell’intelligenza, e la crudeltà appartiene al segno dello Scorpione nella misura in cui il segno è abitato, accanto ai due pianeti aggressivi per eccellenza, Marte e Plutone, da Mercurio in esaltazione. La crudeltà, inoltre, si giustifica dal fatto che chi fa del male (o uccide) intenzionalmente debba trarne un certo piacere, altrimenti non avrebbe senso uccidere. Questo non significa, ovviamente, che gli Scorpioni siano tutti dei potenziali killer, ma nell’ottica del condizionamento zodiacale, se uccidere non è necessario, lo è morire. E la morte non solo serve a permettere la vita delle generazioni successive, ma è assolutamente necessaria per permettere la vita in sé, in quanto l’intero cosmo soggiace a questo ciclico ritmo di vita/morte. L’atto dell’uccidere un altro da sé, è solo un modo come un altro per permettere la vita. Ma se uccidere non procurasse anche una sorta di piacere profondo non avrebbe senso, appunto, farlo.
Marte e Plutone, i due pianeti aggressivi e violenti, li ritroviamo insieme anche nel segno dell’Ariete. Ma nell’Ariete l’uccisione, la violenza, è qualcosa di fisico, è l’attacco contro un nemico, è istinto di difesa. Nello Scorpione, questi due pianeti sono affiancati a Mercurio/intelligenza, e questo permette, oltre che l’esercizio della crudeltà, anche la visione di una morte premeditata, calcolata, di una violenza più mentale che fisica.
La crudeltà – che spesso diventa pratica rituale, e un esempio di alto esercizio della crudeltà di stampo scorpionico e quindi premeditata è la pena di morte – si affianca a un altro simbolismo del segno, il gusto drammatico. Anche il dramma, prevede una messa in scena, e qui torna Plutone nella simbologia di finzione scenica. Se nei Gemelli Plutone assume una caratteristica ludica, qui no. Qui la messa in scena vuole tinte forti, il dramma nel senso stretto del termine, e dove il dramma non c’è, lo Scorpione concorre a crearlo, servendosi appunto della crudeltà. Anche l’amore per il rischio calcolato, la sfida al rischio (Plutone affiancato da Mercurio), è tipicamente scorpionico. E qual è la più grande sfida se non la sfida contro la morte? O comunque una sfida al rischio che preveda la possibilità della morte? Questa dimestichezza col pericolo e la morte fa dello Scorpione non solo l’unico segno autenticamente coraggioso, ma è anche l’unico segno che dà il meglio di sé sotto pressione, o quando tutti hanno gettato la spugna e sono già rassegnati alla sconfitta. La tendenza plutonica a nascondersi e a nascondere li rende abili anche ad agire dietro le quinte, a manovrare gli altri – in questo aiutati dall’intelligenza mercuriana – a leggere le situazioni in profondità, a cogliere, in ultima sostanza, il lato nascosto delle cose anche per poi sfruttarlo – contro ogni perbenismo (caduta di Giove) – a proprio vantaggio.
La funzione del nascondere, del tenere celato, si lega a un altro tratto tipicamente scorpionico/plutonico/mercuriano: la menzogna.
La menzogna, mentire, intanto, è un’arte, e richiede intelligenza. Ma si può mentire in due modi, alterando la realtà o omettendo. E omettere particolari rientra sempre in quella funzione simbolica di cui abbiamo già detto: quella del nascondere. Questa funzione la troviamo espressa in un’altra caratteristica tipica dello Scorpione: la discrezione.
Altra simbologia tradizionalmente legata al segno è il sesso. Toro e Scorpione sono i due segni più genuinamente sensuali di tutto lo zodiaco, ma mentre per il Toro il sesso è qualcosa di gioioso e naturale, per lo Scorpione, anche questo aspetto – come vuole la struttura interna del segno – deve essere vissuto in maniera drammatica.
L’esilio di Venere, pianeta dell’affettività, in un segno a prevalenza di pianeti maschili, priva lo Scorpione di reale coinvolgimento, e abbandonarsi all’altro diventa spesso problematico. Questo esilio del pianeta, oltre a rendere le relazioni tortuose e complicate, fa sì che il sesso si profili come il baratro in cui il soggetto potrebbe perdere la propria lucida intelligenza, e per questo possiamo trovarci di fronte ad almeno tre ipotesi:

1) La separazione netta tra l’atto puramente sessuale e tutta la parte affettiva/passionale. E in questo caso si sconfina nella pornografia.
2) La deriva puritana.
3) Il caso in cui nell’amplesso si ritrovi la gioia dell’abbandono ma per poi combattere subito dopo la tentazione dell’affetto e della tenerezza.

L’esilio di Venere lo rende anche un segno poco incline alla schizzinosità.
La caduta di Giove, invece, unita alla sfida al rischio e allo sprezzo del pericolo si traduce anche – oltre che a uno sprezzo degli agi – nella sfida alla mentalità benpensante, rendendo lo Scorpione il segno eversore e contestatario che è.

Parole chiave: morte, rinascita, crudeltà, menzogna, sfida al rischio, gusto drammatico, coraggio, discrezione, sesso, eversione, contestazione.